Am I Wrong?


Philadelphia, 25 Maggio 2030 

Il telefono ricondizionato suona più volte, abbandonato sui vestiti che sta man mano piegando ed infilando nell'unico borsone che ha. Il capo del Wings of Equity è stato chiaro sulla situazione: Periodo di ferie obbligatorie consigliate, finché la questione delle Falci e dei Glitch non sarà risolta. Questo implica, tra le altre cose, trovare di punto in bianco un nuovo alloggio con poche centinaia di dollari in mano.
Non ha voglia di rispondere, specie perché il numero è anonimo, ma potrebbe essere qualche compagno Savior in difficoltà e che non può usare l'echo. Le variabili sono troppe per lasciarlo suonare a vuoto.
- Pronto?-
- Lyn? Sono io. No no, non riattaccare! Per favore. -
 
No, non sono altri Savior. E' una voce che conferma la pessima idea di aver risposto al telefono. Un po' come tutta la sua vita, costellata da un grande cartello che recita: "Che idea del cavolo". Sta già per buttare giù la chiamata, quando percepisce il tono più di supplicante e spaventato dell'interlocutore. Un sospiro le fa abbassare le spalle.

- D'accordo. Cosa vuoi, mom? -
- Volevo solo sapere come ti stavi ambient.. -

- Mom, per favore. Vai al punto o chiudo il telefono, non ho molto credito. E di sicuro non ce l'ho per le chiamate interstellari, si dice così ora? -

- E' a mio carico, comunque. Ma va bene,  va bene. Sarò franca... -

Ed eccola lì, sua madre. Incapace di non puntualizzare ogni minima cosa pur di dimostrare di aver ragione lei. Anche quando è palese che stia camminando su una corda fragile come carta velina. Esala un sospiro, ricordando a se stessa perchè sta continuando la conversazione: Sua madre ha paura, lei lo percepisce dalle note vibranti nella voce altrui.

- Questa sì che sarebbe una sorpresa... -
-Vorrei che tu tornassi di nuovo a casa, Lyn. -

- No. -

La risposta è talmente netta e veloce, che non ha neanche bisogno di rifletterci. Quel punto non mostra  spiragli aperti a trattativa. Se sua madre fosse empatica come lei, lo avrebbe capito subito. Sfortunatamente, Amber Rose Thompson non sarebbe capace di connettersi empaticamente a qualcuno neanche con un manuale d'istruzioni davanti. Di quello for dummies.

- Ascolta, sono certa che perfino dove ti sei andata a nascondere avrai saputo di queste "Falci" e di ciò che fanno alle persone come... come te. -

- Sì, decisamente. Difficile non saperlo, visto che glitcho in mezzo strada un minuto sì e l'altro anche. -

- Cosa!? Lyn! Oddio, da quanto tempo il glitch ha ripreso a farsi visibile? -

- Più o meno un paio di settimane. -
- Stai prendendo regolarmente le tue medicine, vero? -

- .... -
- Lyn! -

Ed eccola di nuovo, con il suo tono di disapprovazione palese per un'aspettativa non rispettata, un comando non eseguito. Sua madre non si pone mai domande sul perché delle cose, ma esprime solo il fastidio quando qualcosa sfugge alla routine prestabilita. D'altronde, non è mai stata capace di guardare oltre la propria gabbia dorata. 

- Non posso permettermele, Mom. Sono farmaci sperimentali, impossibili da pagare e reperire. Mi servirebbero visite specialistiche continue, ricette e assicurazioni. Quindi... no. -

- Se solo tu tornassi a casa.. -
- No. -

L'avvertimento è altrettanto palese, come all'inizio della conversazione, ma sua madre non è brava a capirla. Non nei tempi recenti almeno, perché non si può capire qualcosa che è oltre i propri paraocchi se non si fa qualcosa per toglierli.

- Perché no, Lyn!? E' chiaro che tu stia male, che ti serve aiuto e protezione da quei pazzi assassini. E lo avresti, se solo ti decidessi a metter da parte questa tua ribellione adolescenziale tardiva. -

- Sto male e necessito protezione come centinaia e centinaia di altre persone qui, Mom. E indovina un po'? Nessuno verrà ad offrirgliela come stai facendo tu con me ora. Non è ribellione, è giustizia sociale. -

- Lyn, se le altre persone non posso permettersi le assicurazioni è un problema loro, non tuo. Tu potresti e vuoi buttare tutta questa fortuna dalla finestra!? Questo è essere ingrati verso ciò che la vita ti ha donato, my darling. -

- Ok, devo andare Mom. -

Ed è la corda che inizia a sgretolarsi sotto il peso di accuse mosse contro dei Pensieri, la cui unica colpa è non seguire la visione unitaria della famiglia Thompson. E' vero, è nata fortunata, ma è morta come una foglia spazzata via del vento: senza aver fatto niente.
Non è, ora, suo preciso dovere ridare indietro quella fortuna a chi sente visceralmente lasciato allo sbando per persone come lei? 
- No no aspetta! Non intendevo essere così... -

- Menefreghista, mamma? -

-Poco sensibile. E' che.. sono preoccupata per te. E lo è anche tuo padre. -

-Lascia fuori dad da questa discussione. Sto parlando con te, non con lui. -

- Per favore, torna a casa da noi. Su Babylon è sicuro e noi possiamo proteggerti da quella gentaglia. -

-Come l'ultima volta, eh? -

C'è un silenzio che dura qualche secondo di troppo dopo la battuta amara, che sa aver colpito un punto morbido per entrambe. Sarebbero dovuti essere al sicuro, eppure l'orrore li ha trovati lo stesso. A che è servito tutto ciò che di materiale avevano, strappato ad altri, quando perfino il bunker antiatomico si è danneggiato in un punto fragile? La casualità non guarda in faccia nessuno, ricco o povero che sia. Ma è qualcosa che sua madre non ha mai imparato davvero.  

 -L'ultima volta è stata una tragica fatalità -

- Già. Ed è per questo che non intendo rimanere ad aspettarne passivamente un'altra. Mom...se tu mi solo mi ascoltassi! Noi possiamo fare qualcosa, grande o piccolo che sia, per cambiare la Terra e le persone che vi vivono sopra Perchè sia sicura per tutti. Perché non vuoi capirlo? -

-Ma io lo capisco darling, davvero. Vuoi essere utile alla gente sfortunata ed è una bella cosa.-
 
E' vissuta e morta senza dolore, ma anche senza aver mai provato davvero qualcosa qualcosa. Né reali gioie, se non per cose effimere e consumistiche, né reali dolori. Se dovesse usare un termine, sarebbe "piatta". Cosa ha lasciato dietro di sé? Il Nulla. 
Per un attimo spera davvero che sua madre abbia finalmente capito il trauma che la dilania dentro da quando è tornata dalla morte. Da quando la sua anima si è sollevata dal velo d'indifferenza in cui l'avevano accuratamente avvolta.
Ma, come si è detto, sua madre non è capace di capire le altre persone. Specie quando evadono ai protocolli costruiti da anni di convinzioni e intaccano l'orgoglio. Quando non può controllare la cosa, allora, riversa l'indignazione e la presunta fiaccola della verità su chi si è macchiato di pensare "out of the box". 

-Però questo non vuol dire che tu debba vivere in mezzo alla strada con dei pazzi assassini. Non quando hai una famiglia che ti vuole ancora bene! -

- Jeeez! Ma se mi avete buttato fuori di casa, mom! Cosa diavolo stai dicendo!? -

- Non ti abbiamo buttato fuori di casa, Evelyn. Sei tu che hai preferito andartene, piuttosto che smetterla con quelle sciocchezze da ribelle paladina della giustizia sociale. Hai perfino detto a tuo padre che doveva rinunciare ai suoi affari, capisci la gravità delle tue parole? -

- Dad ha mandato sul lastrico più di trecento persone, pur di avere un rialzo del fatturato di un misero 1.5%! L'ho pregato così tante volte di non farlo che ne ho perso il conto.-

- Ha semplicemente fatto il suo lavoro darling. In tempi difficili, vanno fatti dei sacrifici e scelte ponderate. Per il bene di tutti.-

- Sacrifici?! E che sacrificio ha fatto lui? Non avremmo mangiato carne per una sera? Sai che dramma. Non gli sarebbe costato niente!-

- Oh darling, ascolta.. anche a noi dispiace aver chiuso quello stabilimento. Non siamo insensibili, però è stato tutto regolare e a norma di legge. Quindi non vedo il motivo di indignarsi tanto. In fondo erano solo operai di terza categoria, troveranno lavoro da qualche altra parte. - .

E la corda si spezza definitivamente sotto il tono pressapochista e condiscendente di sua madre. Il tono di chi non ha a cuore niente se non il proprio interesse nello status quo. La sua capacità empatica le fa percepire anche la punta nascosta di insofferenza e superbia nell'arringa della madre, di chi è infastidito a dover discutere minuzie del genere. D'altronde, gli operai sono solo operai.
Il proprio tono scivola in una calma gelida, mentre la lascia finire il discorso prima di rispondere. Perché l'educazione è una cosa basilare con gli estranei, no?

- Ok mom, mi hai convinto... -


-Davvero Lyn?! Oh sono così contenta! Dimmi dove sei che mando delle guardie a prelevarti e... -

-Sì, mi hai convinto di aver fatto la scelta giusta. Rimango esattamente dove sono. Falci o non falci, è meglio che stare con due ipocriti come voi. -
-Lyn! -

-Spero sia bella la vista degli anelli di Saturno o cosa diavolo altro vediate da lassù. Non che me ne freghi qualcosa.-
-Darling, ascolta. E' pericoloso per..- 

-Magari ogni tanto ricordatevi di guardare anche in basso, potrebbe farvi bene. Sai com'è, giusto vedere il pianeta dove siete nati e la gente che vi vive. Bye mom.-

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